sospeso
14 05 2008
Attività di aggiornamento Blog sospesa a data da destinarsi per sovraccarico lavoro persecutorio e stesura nuovo romanzo

Categorie : Uncategorized
Attività di aggiornamento Blog sospesa a data da destinarsi per sovraccarico lavoro persecutorio e stesura nuovo romanzo

Durante la sbornia la percezione della voce di un cantante è ai massimi livelli, almeno per me.
Basta chiudere gli occhi e seguire l’anima della voce intendendo il colore del filo emotivo che lega le intenzioni della ragione con il linguaggio del cuore.
Uso questo parametro di confronto per farmi raggiungere e convincere dalla musica che mi capita di ascoltare o di scegliere di ascoltare.
La voce deve essere genuina senza velleità epiche ed enfasi fuori luogo. Detesto qualsiasi enfasi, antitesi della spontaneità e coerenza e prodotti preparati a tavolino come porcherie tipo Madonna o Britney Spears o Eros Ragazzotti o Evanescence per intenderci.
Naturalmente è facile sparare sulla croce rossa quando si è cresciuti con i miti di Jim Morrison Janis Joplin Robert Plant Freddy Mercury e David Gilmour, interpreti che disegnavano - oltre che con la musica – con la voce traiettorie dense e lisergiche, ma la pochezza artistica va di pari passo col traino commerciale scelto per le masse bovine rassicurate dal nulla confezionato e profumato. Merda distillata per olfatti anestetizzati.
Riferendomi agli interpreti della scena metal e dintorni (il metal è vario, ricco e variopinto) ed escludendo a priori le interpretazioni chiamate “growling” e “screaming” di bands tipo Deicide e Cradle of Filth una lode la spendo volentieri per la vecchia guardia ancora in auge come il cileno Tom Araya degli Slayer e il brasilero Max Cavalera, quest’ultimo coerentemente incazzato come un cane rabbioso capace di masticare tuonare e vomitare rabbia esistenziale e cosmica senza utilizzo di particolari filtri distorsivi.
Più recentemente una lode a Corey Taylor front man degli Slipknot autentico istigatore di rabbia coltivata e repressa al fondo del cuore che esplode nel cervello compresso. La musica degli Slipknot è subdola e diretta. E’ composta subdolamente, è musica per generazioni malate di rabbia e guerre metropolitane e la voce del cantante è paragonabile a quella di un uomo-mastino che addenta con fredda violenza il corpo del suo tiranno.
Non occorre essere arrabbiati per rappresentare una realtà rarefatta e compressa e Maynard Keenan dei Tool ne è la prova vivente. Ogni canzone e interpretazione vocale dei Tool è un viaggio nei meandri del cervello dove il sociopatico cantante vi si arrampica nella ragnatela delle sue trame.
Lo stesso Kurt Cobain spesso e volentieri non cantava ma urlava rabbia e disperazione e in una sera allo Studio 2 di Torino colsi tutto quel disagio esistenziale attraverso la schiena. Certe persone quel disagio di vita se lo portano addosso nonostante i riflettori e i soldi e le recensioni e la possibilità di fare il cazzo che gli pare.
Secondo il mio gusto la musica per divertirmi non dev’essere easy o for fun e quando deve trasportarmi faccio posto all’acid jazz e al Lounge o alle sonorità dei Chemical Brothers, ma il metal e tutte le sue possibile iterazioni dev’essere rabbia sangue e frustrazione condensata, movimento istintivo e ribelle.
Quando amo o ne sento il profumo lascio il posto alla voce dei cantatutori italiani.
Fate sesso con la musica che vi suona in testa, che innesca il profumo del vostro partner.
Mi è stato detto da diverse partners che durante lo scambio di calore sono violento e dolce e sono altresì convinto che “Metal kidz do it better”.
Siamo passionali e imprevedibili. Scopare e amare è come un furioso mosh.
Succhiare la lingua di una donna mentre il bacino spinge in maniera forsennata alla ricerca del limite non più deformabile della carne femminile è come imbracciare una chitarra e percepire i calli dei polpastrelli scivolare sulle corde.
Bang that head that doesn’t bang!
Cloruro sarà lieto di incontrarvi al Salone del Libro di Torino. Potete riconoscermi dale mani…

(Fanculo Nazisraeliani e Fanculo Hamas)
Godetevi il video!
La sig.ina (o signora?) Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente e della Giustizia tal Angelino Alfano.
Entrambi si-culi forzitalioti.
Guardandoli in faccia, una sembra la classica ragazzina imbronciata che devi scarrozzare in giro per decreto e perché ha la faccia da figa di legno.
L’altro sembra il primo della classe che a scuola risolveva a memoria le reazioni di stechiometria.(per chi non sapesse cos’è guardi qui)
Non due ministeri del Consorzio della Gorgonzola e della Tutela della Caciotta ciociara, ma Giustizia e Ambiente, cazzarola!
La Mafia S.p.A. ringrazia.
A proposito di ambiente che è il mio pane quotidiano, il servizio giornalistico che mostra come a Milano vengono gestite le raccolte differenziate per bruciarle poi nel termovalorizzatore di Brescia è solo un assaggio di quello che vedremo in questi prossimi anni di governo.
Mi ripeto. L’Unione Europea dovrebbe invaderci con i carri armati, altro che multe.
Povera Italia.
Discutendo improduttivamente con le donne sul concetto di bellezza femminile si possono trarre conclusioni affrettate ma sacrosante,
tipo che – eccetto rarissimi casi di insperata obiettività – tutte “quelle altre” che guarda l’uomo sono dei cessi o rifatte col bisturi e che la mattina appena sveglie fanno paura.
Tralasciando evidenti e gravi sintomatologie di patologie legate all’insicurezza o figlie di un eccessivo narcisismo, quello che una donna non comprende o non vuole accettare, è che l’uomo ha un cervello (ebbene sì ce l’abbiamo anche noi) differente dal proprio, strutturato diversamente che risponde a stimoli ed esigenze differenti senza contare i sacrosanti gusti ed immaginazioni erotiche personali.
Recentemente ho altresì capito che per una donna il concetto di bellezza femminile è rigorosamente definito da parametri rigidi (ma modificabili) riferiti agli standard della propria immagine riflessa allo specchio che nel tempo può cambiare, nel senso che ad una donna bassa raramente piacerà una donna alta e che una mora snobberà una bionda e una attenta agli abiti fasciati chiamerà sciatta una con abiti larghi o con forme non sinuose.
Sempre recentemente mi sono sentito dire che “quella è un cesso sciatto perché vestita male e con una pettinatura ridicola”.
A parte il fatto che sta ad un uomo “giudicare” se ha importanza l’abito sciatto di fronte a gambe lunghe affusolate e un culo da urlo e sguardo da finta cerbiatta ingenua, e una pettinatura si può sempre cambiare e che durante la furia sessuale la pettinatura se ne va a puttane e che vi sono donne che anche con un saio di juta e un solo minuto passato davanti lo specchio sono belle e intriganti.
A me di una donna piacciono i dettagli, anche molto dettagli, anche uno solo ma esplosivo. La voce, gli occhi, le movenze, le gambe, il seno, il carattere, la dolcezza, il sorriso, l’abilità nell’accostare i colori degli abiti e degli occhi, l’abilità in cucina, l’immaginazione della voce durante un orgasmo, l’abilità nel succhiare l’uccello e la voglia di farsi penetrare prepotentemente senza compromessi etc etc pertanto resto interdetto quando quello che piace a me viene screditato da un’amica come mancanza di gusto sino al parossismo dello scandalo.
Se è vero (ma non è sempre vero) che noi uomini ragioniamo con l’uccello perché meravigliarsi se cadiamo preda dell’ormone scatenato da un paio di tette fiere di stare lì o di un culetto a paperella fasciato nei jeans condito da uno sguardo sanguigno e accattivante che ti spara nella mente l’immagine delle sue gote piene del tuo cazzo?
Io la penso e la dico come in un famoso episodio dell’Ispettore Callahan…”Io vado solo con gli esseri umani”…
E aggiungo…” e non basta che respirino”.
Mi domando che ci sia da festeggiare da parte di quei microcefali del Popolo delle Libertà (di sfruttamento nda), in particolare la “presa di Roma” che sa di “Marcia su Roma”.
Vedo blog entusiasti come se si avesse vinto il derby o la figlioletta passato l’esame di maturità a dimostrazione che la politica in Italia è roba da imbecilli da curva dello stadio. Saranno tutti parenti di qualcheministroportaborseconsigliereassessoregenitoredigiovanitroiedaprivé?
Oggi chi strilla di più slogan populisti piglia voti, tipo “Campi Rom al rogo” o “L’Alitalia agli italiani”. S’è visto che fine gli han fatto fare all’Alitalia gli italiani-doc, vera e propria gallina dalle uova d’oro per parenti e amici e parenti degli amici e amici dei parenti. A me interessa che una compagnia aerea voli sicura e senza sprechi. Punto.
Oppure “salviamo le radici cristiane” e da un’inchiesta del Vaticano risulta che solo una minoranza risicata mastica di Bibbia, insomma la solita superstizione ipocrita italiota.
Il sig. Fini ha abiurato il fascismo però i voti di Forza Nuova e di Storace gli fanno comodo eccome e nelle piazze della capitale si saluta col saluto romano. Glielo farei assaggiare volentieri il manganello nostalgico a quei pirla, ma non sulla testa.
Mi chiedo se esiste al di là dell’entusiasmo da ”derby delle curve” un minimo di obiettività e decenza per guardare al di là delle apparenze e appartenenze. Pare che da oggi in Italia e a Roma tutto sarà più bello, pulito ed efficiente. Niente più clientelismo, niente più magna magna e spesa pubblica ridotta ai minimi storici. Come no, con tutti gli amici siculi che ha il Cavaliere…la Sicilia dovrebbe essere annessa all’Africa per toglierci dai coglioni il serbatoio infinito di voti mafiosi.
La politica dovrebbe essere una cosa seria, invece che il solito gioco dei voti portati da quel tale o quell’altro politico eletto che significano favori di qua e calci in culo di là. A Roma contro Rutelli avrebbe vinto anche Mr. Bean invece sembra abbia vinto Giulio Cesare.
Ma in fin dei conti, chi cazzo è Alemanno? Parla per frasi fatte e se si presentava con una sua lista lo votavano la mamma e la portiera del palazzo.
Qual è la differenza tra un sindaco e l’altro? L’esempio di Bologna (vedi lo “sceriffo” Cofferati) è nella recente memoria di tutti. Il problema dei campi abusivi e del degrado e violenza delle periferie è naturalmente un problema ma è sempre strumentalizzato dalle forze politiche, è come il retro di un’azienda, dove si stoccano i rifiuti.
Li voglio proprio vedere al lavoro questi campioni integerrimi di moralità e risolutezza, questo Nuovo che avanza e distrugge le lobby.
Aveva ragione Mussolini, l’italiano è pecora.

Devo bere acqua, ho la tachicardia, devo dormire di più e rallentare. Rallentare.
Me ne rendo conto, me ne sto rendendo conto.
Riesco a farlo solo quando sono con mia nipote tra una smorfia e la lettura di una fiaba. E’ come ricevere una carezza calda sul cuore.
Poi l’effetto salvifico svanisce quando sono già in strada e vedo la punta dei mie stivaletti procedere sull’asfalto e sento musica rabbiosa nelle tempie.
Mi ero quasi ripromesso di non parlare di politica a prescindere dal vincitore (scontato) della tornata elettorale ma in questa grigio e piovoso periodo torinese mi viene voglia di raccontare di cose tristi e senz’anima o meglio di anime perse.
Alle urne non mi sono presentato nonostante un precedente post dove dichiaravo le intenzioni di voto ideologico. Poi vuoi un po’ di riflessione, vuoi il documento di identità scaduto, ma soprattutto il desolante panorama politico italiota e l’ennesima presa per i fondelli venduta come diritto democratico, ho impiegato il tempo in attività più utili.
Alla fine della fiera il Cumenda è riuscito a spuntarla, insieme al popolo padano e alla destra post fascista. Mi fanno ridere i vertici della Lega, gli ipocriti peggiori, che a Pontida urlano secessione e fanculo ai terun – li conosco bene quelli lì perché in parte le mie origini arrivano da lì – e a Palazzo sbafano nella mangiatoia romana andando a braccetto con il rappresentante scelto dalla mafia sicula. C’è qualcuno così ingenuo da pensare che la Mafia S.p.A. – la prima azienda per fatturato italiana - non c’entri in qualche modo? L’Italia è questa, soprattutto questa, poche balle.
La sinistra fuori dal parlamento? Quella che chiamano radicale, estrema quasi si trattasse del KGB, ma che io chiamo semplicemente sinistra, riferendomi naturalmente ad un concetto ideologico, mica a quelle quattro comari da cortile.
Ma perché prima nel parlamento c’era? A livello di nomenclatura sì, ma coi fatti direi di noi. Io diffido di chi si fa chiamare politico comunista a duecentomila euro l’anno più privilegi assortiti vari. In Italia contano nel bene e nel male i simboli e le appartenenze a vessilli, siamo un paese di esteti e di apparenze e parentele.
Più che il buonista politically correct Veltroni potè l’ennesimo frazionamento in nome di sottigliezze e sfumature e accanimenti ideologici filosofici degni dei movimenti russi del primo novecento.
La campagna elettorale condotta dai quotidiani – sul libro paga dei partiti – è quanto di più menzognero e scorretto possa esistere in un paese civile a testimoniare ancora una volta quanto conti il lavaggio del cervello mediatico o almeno il tentativo. Il popolo va persuaso con la frode mica con la buona fede ma la “gente” non se ne accorge o fa finta di niente o tutto sommato va bene così, quel che conta è fottere il prossimo per trarne vantaggio.
E’ dura essere coerentemente di sinistra in una società capitalista dalle mille tentazioni edoniste ed egoiste.
A me non interessa il nome delle cose, ma il risultato programmato pianificato e conseguito e il buon cuore delle persone che credono in quello che fanno al di là degli interessi di casta. Io credo in Gino Strada e Fabrizio De André mica in Fausto Bertinotti o Pierferdinando Casini o Umberto Bossi o etc etc che rispondono a interessi velati e corporativi e familiari.
Non mi va di commentare i cittadini italiani che hanno scelto questi vincitori, le propagande elettorali hanno lo stesso valore della moviola della domenica. Il popolo vuole qualcuno che prometti loro di pagare meno tasse e avere extracomunitari fuori dai coglioni. Poi se accettano di fare i muratori sottopagati e le puttane in locali per soli soci sono ben accetti. Nelle valli della Lega li puoi vedere i camioncini guidati dai sigg. Brambilla reclutare manodopera a basso prezzo per tacer degli stessi sfrecciare la notte su bolidi in compagnia di giovani puttanelle drogate italiote o dell’est.
Fondamentalmente odio questa nazione di paraculi e raccomandati e bigotti e ipocriti bigotti, nessun sentimento patriottico o senso di appartenenza alla lingua. Adoro le persone, non la nazionalità. Cresciuto nella Perfida Albione cerco il mare come elemento di distanza tra me e il mondo. Sento la diffidenza che talvolta l’alcol dilata e buca e mi fa sentire meno insofferente. Cantano gli Afterhours “…ma l’odio è un carburante nobile e hai scoperto che non è così male…”